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Nicola Camedda

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Ti vedo. Hai un'attività da pubblicizzare. So che vuoi farlo utilizzando il tuo profilo su Facebook, il social network più usato al mondo.



E così... armato di gran spirito di iniziativa ti accingi a chiedere l'amicizia a me e a "poche" migliaia di persone.
Procedi a inviare richieste a tappeto a chiunque ti capiti sotto tiro. Come se non ci fosse un domani.

Può accadere che l'ignaro utente di Facebook, come me ad esempio, decida di accetare la tua richiesta, nonostante sia un po' titubante o curioso, dato che non ha idea di chi tu sia.
Fin qui, tutto nella norma, siamo nei social network: potrebbe essere interessante conoscere virtualmente nuove persone... In fondo, se a uno danno fastidio le richieste d'amicizia, che ci fa su Facebook? Sarebbe come praticare nuoto avendo paura di bagnarsi.

Fin qui, dicevo, tutto normale.
Se non fosse per il fatto che, dopo aver accettato la tua richiesta di amicizia, arriva una notifica.

Che sarà mai?
Lo sai benissimo: è la tua richiesta di aderire (o mettere "mi piace", o "like" se preferisci) alla tua pagina.
Talvolta arrivano più notifiche, perché hai più pagine da "promuovere".

Ricapitoliamo.
Hai capito che Facebook offre grandi opportunità per promuovere la tua attività, lo hai letto in qualche guida, tutorial, o in qualche corso tenuto da qualche "guru del Web".
Oppure hai visto quel tuo concorrente o collega, proprio quello là che ha "miliardi" di iscritti alla sua pagina e quando posta qualcosa raccoglie "milioni" di "likes".

Sei (giustamente) convinto che Facebook sia uno strumento utile per farti conoscere e quindi che fai?
Chiedi l'amicizia a qualche migliaio di iscritti e trenta secondi dopo invii loro la richiesta di mettere il "like" alla tua pagina, o alle tue pagine.

Ho una notizia da darti: questo non è Web marketing, non è Social media marketing, non è pubblicità, non è promozione, non è niente di ciò che tu possa aver letto, intuito, sentito dire in chissà quale corso, o conferenza... è solamente rompere le palle. Usando Facebook.

Perché mai?
L'effetto che provochi è analogo a quello che avviene quando la pubblicità interrompe il tuo film preferito in TV.
Oppure quando suonano alla porta mentre stai per addentare la tua pizzza super farcita e scopri che si tratta del solito venditore di cose che non ti interessano.
Di peggio c'è solo una telefonata dal Megadirettore mentre stai guardando la finale dei Mondiali di Calcio.

Ti starai chiedendo: "allora non posso invitare i miei contatti a mettere il "like" alla mia pagina?"
Certo che puoi farlo. Altrimenti Mark non avrebbe lasciato questo tipo di opzione.
Io stesso sono ben lieto di regalarti il mio "like" a patto che mi interessi.
Ma anche se non mi interessasse, potrei farlo ugualmente.
Sei stato così simpatico/a perché fra, le altre cose, hai notato che anche il mio profilo è collegato a una pagina Facebook, e prima di chiedermi il "like" hai ben pensato di metterlo prima tu. O addirittura, mi hai inviato un messaggio dove, scambiando quattro chiacchiere mi hai chiesto il favore, con gentilezza. 
L'educazione va (quasi) sempre premiata.

Quindi, iniziamo a sistematizzare i concetti.
Puoi inviare richieste di iscrizione alla tua pagina, ma prima assicurati che il destinatario del tuo invito abbia anche un minimo interesse a riguardo.
Come?
Chiediglielo. Parlaci. Scambiaci due parole prima di "chiedere" qualcosa. 
Se anche lui gestisce una pagina, mettigli il like prima di chiedere il tuo.
C'è un motivo se li hanno chiamati "Social network" e non "Ti-aggiungo-ma-chi-ca**o-sei-voglio-solo-il-tuo-like networks".

Se ci pensi, non è così difficile o assurdo. Sicuramente anche tu frequenti qualche gruppo, o hai partecipato a qualche evento su Facebook e conosci gente con interessi in comune. Inizia da quelli a proporre la tua pagina.

La comunicazione nei social è semplice, schietta e si fonda su cose come la fiducia e la credibilità. Le affermazioni pompose e l'autoreferenzialità lasciano il campo di gioco al "passparola" e all'esperienza diretta.
Tanto da far sembrare anche inutile parlare di "pubblicità". Meglio parlare di comunicazione e interazione.

Sai perché?
Perché la gente va su Facebook per svago, per curiosare, esprimere le sue "opinioni", dire e condividere "bufale", divertirsi e "cazzeggiare" con gli amici, condividere musica, passioni, tatuaggi, sport, politica ecc
Le persone non vanno su Facebook con l'idea di sorbirsi la pubblicità.
Ovvero: i messaggi non devono essere percepiti come "pubblicità", almeno nel senso "vecchio" del termine, non devono interrompere l'attività dell'utente.

Non è Youtube dove la pubblicità ricalca l'odioso stile della TV commerciale (e infatti gran parte della Via Lattea odia la pubblcitià nei video).
Ma su Facebook le cose sono diverse, infatti, se hai notato, le inserzioni sono assolutamente non intrusive. Appaiono come normali post nello stream e occupano quelli che sarebbero innocui spazi vuoti nella sidebar.
Pur restando sempre riconoscibili come pubbllcità, altrimenti sarebbero ingannevoli. La loro disposizione "scivola" via insieme al normale "stream" dei contenuti, senza disturbare più di tanto.

In ogni caso...
Se hai intenzione di usare i social in modo non passivo e ludico, ma anche per pubblicizzare qualcosa, ricorda che riproporre gli stessi schemi della pubblicità televisiva, con tutte le rotture di palle, interruzioni ecc non ha senso.
Nel Web i risultati migliori arrivano quando si crea interazione in modo naturale
Per questo motivo la strategia del "chiedere" non è una strategia vincente. Chiedere senza costruire nulla, senza prima dare qualcosa non produce risultati.
Può essere un articolo, una risorsa utile, ma anche uno scambio di opinioni su un argomento in comune, insomma tutto ciò che crea un minimo di interazione positiva
Ovviamente il tutto non deve suonare "falso", sarebbe peggio. Non puoi improvvisarti appassionato o esperto di qualcosa, ci devi stare dentro.

Non esistono "trucchi", "scorciatoie", "sistemi segreti" contrariamente a quanto potrebbe affermare qualche "guru" dei social. Esistono l'impegno e il lavorare suila propria presenza online.
Esistono consigli utili a migliorare e ottimizzare l'uso delle piattaforme social, esiste l'intepretazione dei dati, esistono tecniche di comunicazione, esiste l'esperienza sul campo.
 
E poi ci sono gli investimenti nella pubblicità su Facebook.

Tablet with social icons

Investire nella pubblicità della piattaforma è il metodo più efficace per pubblicizzare la tua pagina, il tuo evento, il tuo sito, il tuo video ecc. 
Gli algoritmi di Facebook hanno drasticamente abbassato la visibilità di qualsiasi contenuto organico (ovvero non sponsorizzato).
Per questo motivo, se hai intenzione di voler far crescere il seguito della tua pagina solamente tramite "richiesta d'amicizia+invito al like della pagina" la vedo abbastanza dura.
A meno che tu non sia già un personaggio o non rappresenti una realtà molto nota offline. In tal caso però saranno le persone a cercarti.

Ad esempio, se sei un pub o locale famoso nella tua città, o una squadra sportiva locale, dilettante ma con molto seguito, non dovrai faticare tanto a raccogliere un buon numero di iscritti.
Ti basterà fare un po' di pubblicità offline. 
Ma se vuoi andare oltre i confini locali, dovrai passare per la pubblicità di Facebook.
Così come dovrai farlo se vuoi che i post, video, eventi ecc della tua pagina raggiungano un pubblico numericamente più vasto.
Certo, esistono ancora alcune cose che si possono fare indipendentemente dalle sponsorizzazioni, come generare likes alla pagina utilizzando il tuo sito Web e via dicendo.

Ovviamente, quelle che hai letto in questo articolo sono solo delle mie personalissime considerazioni. Puoi tranquillamente prenderle e gettarle via dalla finestra, oppure usarle in termini operativi, se hai trovato qualche spunto di riflessione interessante. Ah, dimenticavo un ultima cosa: ci sono utenti mooolto più pignoli e intolleranti del sottoscritto, quelli che non appena invii qualsiasi tipo di richiesta senza appartenere alla loro rete di contatti, ti bloccano o segnalano per spam.
Adios amigos :)
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