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Nicola Camedda

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Voglio il logo grande!
La battaglia fra "cliente" e "designer" per stabilire le appropriate dimensioni del logo ha origini che si perdono nella notte dei tempi.
Gira voce che questa battaglia esista da sempre e che accompagni l'uomo fin dai primi giorni della sua comparsa nel nostro Pianeta. 
Non sappiamo di preciso quando finirà.
Questo è solo un (piccolo) contributo affinché cessino le ostilità, di modo che tanti logo ipertrofici possano ritrovare le loro dimensioni naturali.

Lo scenario.

Molte persone sono ossessionate dall'idea che il proprio logo venga rappresentato con dimensioni troppo piccole.
Così continuano a chiedere al loro grafico o designer di far diventare il logo più grande, sempre più grande... gigantesco.
In genere questo avviene quando occorre sistemarlo all'interno del layout di un sito, un app, un volantino o manifesto, ecc.

Dove sta il problema?

Il lavoro di un grafico e/o di un designer è fatto di misure, proporzioni, spazi vuoti, dimensioni, ecc.
Esistono inoltre differenze che dipendono dal supporto e ambiente in cui si opera (web, applicazioni mobili, video, carta, tessuto, ecc).
Detto questo, in genere esistono sempre dei margini entro i quali si possono approntare modifiche.
Vale a dire che è possibile venire in contro alle esigenze del cliente: il logo spesso può essere ingrandito.
Fino a un certo punto, ovviamente.
Tuttavia spesso accade che il cliente non smetta più di richiedere ridimensionamenti del logo, perché ai suoi occhi risulta sempre "troppo piccolo".
Questo a lungo andare può creare dei problemi per il grafico e/o il designer e quindi al progetto.
Eccone alcuni:

  • Se si eccede nell'ingrandire il logo, spesso occorre rivedere anche altre misure del layout, o in generale di ciò che sta intorno al logo. Dato che gli elementi che ne fanno parte hanno determinate posizioni e proporzioni, se si "sforano" certe dimensioni potrebbe essere necessario modificare l'intero layout o parte di esso.
  • Continuare a "ritoccare" e modificare un progetto, equivale ad allungare i tempi stimati di consegna del lavoro finito. Ciò comporta ulteriore "sbattimento" e lavoro da parte del designer o grafico, lavoro che deve essere regolarmente retribuito.
  • Alcune modifiche possono essere tranquillamente valutate e prese in considerazione. Tuttavia, un lavoro che continua a trascinarsi per inerzia sulla scia di continue ed estenuanti modifiche produrrà un risultato molto probabilmente scarso. 
    Per questo motivo è sempre necessario porre dei confini alle richieste di modifiche. Questo giova alla tempistica, al mantenimento dei costi patteggiati e alla bontà del risultato finale.
  • Qualora il designer o grafico dovesse cedere alle "pressioni" del cliente, presentando il prodotto finale dotato di un logo troppo oltre misura, il risultato finale potrebbe probabilmente assomigliare a una "schifezza".



Perché la gente vuole il logo più grande? 

Le persone comuni sono convinte che mostrare un logo in larghe dimensioni ne agevoli automaticamente la visibilità. 
È più grande quindi "si nota di più", "resta maggiormente impresso", "si vede da lontano" e via dicendo.

In realtà questo discorso è valido solo fino a un certo punto.
È chiaro che un logo non deve essere troppo piccolo e deve mantenere un buon livello di visibilità, in base al supporto ove risiede.
Ma dal punto di vista grafico/visivo ci sono tutta una serie di elementi che influiscono nella valorizzazione del logo, come ad esempio la gestione dello spazio vuoto.
La regolazione degli spazi tra gli elementi di una composizione grafica, o un layout è un fattore spesso sottovalutato.
Infatti il design di un sito o di una composizione grafica eseguito da un non professionista si nota perché, in genere, presenta elementi ammassati fra loro, oppure distanziati da inutili praterie.

Ma ci sono altri concetti "più sottili" che sfuggono ai più. 
Ad esempio, ciò che veramente interessa alle persone quando guardano un sito, un volantino, una rivista, non è il logo, ma l'informazione, il contenuto, il messaggio.
Nessuno visita un sito "perché ha un bel logo" (ma un sito efficace è sempre meglio che possegga un bel logo), lo fa perché interessato a trovare ciò che sta cercando (contenuti, informazioni).

La funzione del logo è quella di accompagnare il contenuto, in modo discreto e armonioso.
In punta di piedi, il logo, deve entrare nella mente del lettore o dello spettatore, favorendo un associazione fra il messaggio e l'identità di chi lo sta veicolando.

Graficamente parlando, deve esistere un armonia fra i vari contenuti e il logo.
Armonia che rischia di rompersi se si dovesse decidere di dare maggiore spazio al logo a discapito del messaggio.
In questo caso il logo finirebbe per perdere il suo scopo principale, la sua funzione, ovvero quella di rappresentare un marchio, un "brand".
Il logo non è solo un espressione grafica fine a se stessa, ma è la veste grafica del marchio.

La sua funzione è quella di accompagnare il prodotto, l'applicazione, il servizio, l'oggetto ecc rendendone chiara l'identità, i valori di riferimento, la reputazione, le sensazioni ad esso associate e via dicendo.

Prendi ad esempio la maglia di una squadra di calcio, o sportiva in generale.
Il logo ricamato è visibile da vicino, non viene visto da decine di metri di distanza.
A nessuno è mai saltato in mente di stampare un logo grande quanto tutta la maglia, per inseguire l'idea di una maggiore visibilità.
La visibilità ed efficacia del logo, e quindi del marchio, non sono basate sulla "dimensione", ma viaggiano su altri "binari", come ti ho brevemente accennato sopra.
Per quanto strano possa sembrarti, un logo troppo grande potrebbe risultare meno visibile di uno "giusto".

Più in generale, se osservi gli oggetti che ti circondano (cd, libri, riviste e giornali, cibi e bevande, articoli sportivi ecc) noterai che il logo è pensato proprio come un marchio, un etichetta che assolve a un determinato scopo.
Non è un "riempitivo" e non serve a colmare gli spazi grafici a discapito del contenuto. Non è un "immagine di sfondo".

Come uscirne (rompere la spirale delle modifiche e ridimensionamenti).

Se tu dovessi decidere di rivolgerti a un professionista o ad un agenzia lo faresti perché hai fiducia in loro. 
Mantieni la fiducia inalterata e non farti influenzare da voci di corridoio, o da consigli elargiti da personale non specializzato. 

Avete già discusso in fase di progettazione e ideazione del progetto, le specifiche sono chiare... tutto andrà per il meglio.
Ricorda, ti sei rivolto a professionisti, evidentemente li hai scelti in base a determinati criteri, tra cui la fiducia. 
Questo non deve venir meno, perché in caso contrario non esistono più i presupposti per un lavoro sereno e una buona riuscita del progetto, quale che sia.
Certo, le correzioni e suggerimenti sono possibili, ma ricorda che l'ultima parola deve essere del professionista.

Immagina che un decoratore imbianchino stia dipingendo la tua sala pranzo. 
Una volta approvato il preventivo, stabilito la tonalità di colore da utilizzare e acquistato il materiale, lui procederà a lavorare e tu attenderai la fine dei lavori.
Non ti salterà mai in mente di chiedergli il giorno dopo di rifare tutto usando il colore verde, il giorno dopo di provare con l'arancione e infine col blue.

Allo stesso modo, dovrebbe esserti chiaro che non ha proprio senso bombardare di richieste il tuo grafico di fiducia per richiedere un costante ingrandimento del logo. 
Tutti quegli steroidi al tuo logo non fanno proprio bene. Certo, si vedrebbe bene dalla Luna ma... prima o poi rischierebbe di esplodere.
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