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Nicola Camedda

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Articoli su Web Design, Comunicazione e tutto ciò che interessa il mondo del Web

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Un blogger
Sì lo so, è da parecchio tempo che questo sito non ospita nuovi articoli nella sua sezione blog.
Per farmi perdonare ho deciso di condividere alcune riflessioni insieme a consigli pratici per mantenere una scrittura costante nel proprio blog.

Questo articolo può interessare chiunque gestisce un blog e ha interessa a mantenerlo in vita nel tempo, evitando di abbandonarlo per lunghi periodi.
Se non vuoi procedere oltre la lettura, ti introduco il "succo" del discorso.


Smettiamo di scrivere a causa di un mix di cause. Mancanza di tempo, troppi impegni lavorativi, ecc.
Ma in realtà, in molti casi è dovuto ad una concezione sbagliata riguardo al blog, o al proprio sito, oltre ad una mancanza di organizzazione.
Avere una strategia dei contenuti, con un "piano editoriale", delle scalette, delle tracce ecc può esserci d'aiuto.



via GIPHY


Lo scenario.

La situazione è questa: inizi a scrivere nel tuo blog, magari ottenendo un buon riscontro in termini di interesse, visite, feedback, interazioni, ecc.
All'inizio l'entusiasmo è buono, ma poi col passare del tempo, travolto da più importanti impegni lavorativi, finisci con il dedicargli sempre meno tempo, fino al punto di abbandonarlo.
Questo probabilmente accade perché la maggior parte del tempo a tua disposizione lo dedichi alla tua attività principale.

Più stai lontano dal tuo blog e più diventa difficile riprendere a scrivere in modo decente.
In ogni caso, a prescindere dalla tua storia e le tue motivazioni, ti presento un elenco di spunti, riflessioni e consigli, che potrebbero esserti d'aiuto o in qualche modo utili.

Perché smettiamo di scrivere?

Credo che il primo passo sia quello di capire per quale motivo smettiamo di scrivere.

Inizialmente tutti proviamo una certa frustrazione quando ci accorgiamo che il nostro blog o sito sta lentamente andando alla deriva.
Lo osserviamo mentre naufraga nel vuoto e non facciamo niente per tirarlo fuori.
Vorremmo aiutarlo, fare qualcosa, magari scrivendo un bell'articolo per rompere la serie negativa. 
Ma ci sono incombenze più importanti, ci sono scadenze, ritardi, servono soldi per pagare le bollette, bisogna fatturare, il lavoro quotidiano chiama ecc.
Insomma tutta una serie di "cose" che per una serie di validissimi motivi "occupano tutto lo spazio" fra le nostre priorità.


La mancanza di "tempo" è il motivo principale con cui giustifichiamo a noi stessi (e al prossimo) il fatto che non riusciamo più a curare il nostro blog, o sito.


Il tempo è un "illusione".

No, questa non è la solita "frase fatta" presa a piene mani da qualche santone "new age" (quelli che ogni due parole usano a sproposito il termine "quantistico").

Voglio solo dirti che con una migliore organizzazione dei tempi a nostra disposizione, possiamo fare molte più cose rispetto a quelle che faremmo vivendo semplicemente alla giornata.
Possiamo organizzare il nostro tempo in maniera flessibile, senza impazzire e senza imporre a noi stessi degli schemi troppo rigidi, che sappiamo non durerebbero a lungo.
In poche parole dobbiamo avere confidenza con cose come: organizzazione, pianificazione, strategia.


Tante attività complesse richiedono pianificazione e organizzazione nella linea temporale.
Ciò rende la loro realizzazione più simile ad una routine, ovvero qualcosa di "sistematico", riproducibile e tendenzialmente scalabile.


In questo modo diminuiamo la percentuale di possibilità di "arenarci" di fronte agli impegni, smettendo di scrivere. Prevenire è meglio di curare.
Quindi il tempo è un elemento tendenzialmente "neutrale", sta a noi organizzarci e darci dentro.

Una questione di priorità.


Non produrrai mai niente di buono con il tuo blog se (anche solo inconsciamente) lo considererai una perdita di tempo.


È chiaro che il lavoro, l'attività principale (ovvero ciò che porta i soldi a casa) occupa il massimo livello di priorità.

Ma quale livello di priorità dobbiamo assegnare al nostro blog rispetto ad altre attività? Qui casca l'asino.
Faccio un esempio, che può valere anche in tanti altri ambiti.
Se tu sei un grafico pubblicitario e ti diletti a realizzare articoli per un blog sul fantacalcio, percepirai questa attività come una perdita di tempo, o comunque come meno importante rispetto il tuo lavoro.
Ma se la tua attività di "blogging" fosse strettamente correlata al tuo lavoro di pubblicitario, ovvero se nei tuoi articoli parlassi di argomenti legati al tuo lavoro, la musica cambierebbe.
In questo caso non la percepiresti più come un qualcosa di nocivo, ma bensì come una delle migliori forme di promozione che hai a disposizione.

Quindi una delle prime cose che dovresti fare è dare maggiore importanza al tuo blog, a partire dalla tua mente, ovvero al modo in cui lo concepisci.
Devi assegnargli maggiore priorità e pensarlo come un elemento importante per la tua attività, che ti consente fra le altre cose di promuove il tuo marchio e la tua identità ("brand identity").

Troppo spesso, in tante attività di professionisti e/o "small business", mi capita di assistere a questo scenario.
Nuovo sito web con buoni contenuti iniziali, tutto in regola: una bella biografia accattivante nel "Chi siamo", una interessantissima pagina sui "Servizi" offerti, ecc. 
Ma niente "Blog", o peggio: un blog con un paio di articoli, presto abbandonato.

Vorrei che ti fosse chiaro che avere un blog vivo, con contenuti interessanti e utili è più importante e produttivo di un sito dotato esclusivamente di sole pagine statiche.
(Puoi anche non chiamarlo "Blog", ma "News", "Storie", "Diario di bordo", "Attività", "Bacheca", ecc. mi riferisco al formato di contenuto dinamico del tuo sito, ordinato in modo cronologico o secondo determinati parametri).

Inizia a percepire il blog (e il tuo sito) come un importante strumento con cui produrre contenuti di valore e smetti di considerarlo come un "peso", un "sacrificio" o una "perdita di tempo".
Consideralo come una parte integrante della tua attività.
In generale: il tuo sito non è un semplice volantino o biglietto da visita, ma uno strumento molto più potente. E soprattutto: non è una perdita di tempo, ma un investimento.

Per questo prima ho detto che il tempo è un "illusione", perché il suo "peso" cambia in base al valore che tu gli attribuisci.

Perché è importante il blog? A che ti serve?


Avere una presenza nel web grazie al proprio sito è importante perché ti consente di dialogare con il tuo pubblico.
Un pubblico che tu stesso puoi contribuire a "costruire".


In generale, l'idea di sito come un qualcosa di statico, con un paio di pagine dal contenuto fisso e raramente aggiornato è un qualcosa che appartiene al passato.
Oggi un sito, per essere efficace deve fornire dei contenuti interessanti e utili
A prescindere da come decidiamo di chiamarlo, la struttura di contenuti dinamici "di tipo blog" serve proprio a farci inserire sempre nuovi contenuti.
Scordati il fatto che le persone possano "affezionarsi" al tuo sito perché hai un logo stupendo, una grafica spaziale e colori ed effetti fantastici.
Le persone si "affezionano" alla qualità dei contenuti che fornisci loro e il blog è uno strumento utile affinché questo avvenga.

Ci sono diversi obbiettivi che potresti perseguire grazie all'ausilio di un blog e più in generale di un sito, vediamone alcuni in estrema sintesi:
  • far conoscere e rafforzare il tuo marchio, la tua identità e reputazione;
  • vendere i tuoi prodotti e/o servizi;
  • fornire risorse e materiale gratuito con lo scopo di costruire una relazione di fiducia con il tuo pubblico, a cui successivamente potrai fornire servizi e prodotti su misura, realmente utili alle loro esigenze;
  • fornire informazioni sempre aggiornate, ben organizzate, scelte e curate, in modo da diventare un punto di riferimento riguardo determinati temi;
  • guadagnare direttamente dal blog, attraverso la pubblicità online (ho messo volutamente per ultimo questa possibilità, dato che oggi la vedo sempre meno fattibile, almeno per piccole realtà).

Ci sono tante tipologie di contenuti con cui potresti "riempire" il tuo blog, così come esistono diversi formati con cui puoi presentare differenti argomenti.
Hai una certa scelta. Vediamo solo alcuni esempi:

  • Puoi raccontare di te, della tua attività, della tua azienda, passione, sport, ecc.
    Gli anglosassoni lo chiamano "story telling" (links...), ovvero raccontare storie.
    Sfruttando la potenza e il fascino del racconto puoi creare coinvolgimento, attirando l'attenzione del lettore sugli argomenti di cui intendi parlare.
  • Puoi descrivere in cosa consiste il tuo lavoro, le soddisfazioni ad esso associate, in cosa consiste il processo di realizzazione del tuo prodotto più rinomato, che cosa ti rende speciale rispetto alla concorrenza. 
    Puoi arricchire il tutto con immagini ben fatte, infografiche, video professionali. 
  • Oppure puoi raccontare in che modo hai pensato ai servizi che oggi offri con successo, sulla base di quali esperienze hai deciso di svilupparli, che cosa ti ha spinto a fornire proprio questo tipo di servizi, ecc.
    Cosa rende i tuoi servizi migliori rispetto alla concorrenza? Questo è un ottimo tema su cui sviluppare articoli per il tuo blog.
  • Oltre a raccontare la tua attività puoi tenere informato il tuo pubblico fornendogli notizie interessanti legate al tuo settore di interesse. In questo modo fai capire che conosci il tuo settore e sei un esperto.
  • Se sei un professionista, il blog è un buon mezzo per mostrare al pubblico le tue competenze e professionalità. È un buon modo per far sapere che "sai il fatto tuo".
  • Puoi fare un largo uso del video come mezzo per veicolare i tuoi messaggi. Potresti presentare tu stesso i tuoi nuovi prodotti o servizi, raccontare il resoconto di una esposizione, una fiera o un meeting, intervistare i tuoi clienti soddisfatti ("testimonials").
  • Rendi disponibile materiale pensato per aiutare le persone a risolvere determinati problemi di loro interesse, o per portare a termine determinate operazioni.

In base alla attività che svolgi e ai tuoi obbiettivi, troverai sicuramente dei temi e argomenti che potrai spiegare, semplificare, illustrare in modo da fornire un informazione utile a chi legge. 
Articoli di questo genere si rivelano importanti perché verranno consultati e condivisi dalle persone anche nel lungo periodo.
A differenza della "vecchia" idea del blog come esclusivo sinonimo di "news", un articolo che descrive qualcosa di utile, spiega qualcosa di complicato, o racconta qualcosa di interessante può aiutarti a diventare un "riferimento" per le persone, un "autorità" nel tuo campo.

Per essere sicuro che i contenuti che offri siano veramente utili per qualcuno, ovvero legati ad esigenze reali, non puoi far altro che effettuare delle ricerche e/o chiedere direttamente alle persone di cosa hanno bisogno.
Per fare questo dovrai prima creare delle "relazioni", fondate sulla fiducia, grazie a interazioni.
I commenti nel blog e la connessione verso i social media ti saranno di grande aiuto.

Un metodo pratico: crea un piano editoriale ed una strategia dei contenuti.


Come avrai capito, scrivere contenuti di valore per il tuo blog non è qualcosa che può funzionare a lungo basandosi sull'improvvisazione.
Non sempre è possibile scrivere di getto.
Per tanto, invece di concentrare gli sforzi esclusivamente sul "singolo articolo" del momento, dovresti ragionare in termini di "strategia dei contenuti".


In che modo? Pianificando una sorta di "progetto editoriale".
Niente paura, non farti intimorire da questa definizione, anche se può farti balenare nella mente l'affollatissima redazione del Daily Buggle.
Si tratta di scegliere argomenti utili e interessanti per il tuo pubblico, ma allo stesso tempo interessanti e piacevoli da scrivere anche per te.
Le due cose dovrebbero coesistere, altrimenti a lungo andare potrebbe risultare noioso.

Ecco in estrema sintesi:

  • Scegli i temi e argomenti che intendi trattare, puoi raggrupparli in categorie. Solo a titolo di esempio: "Casi di successo", "Realizzazioni", "Materiale e risorse", "Novità", "Guide e tutorial", "Informazioni utili", "Video interviste", "Recensioni", ecc.
  • Inizia a scrivere gli articoli che ti vengono in mente, appartenenti alle categorie che hai predisposto.
    In questa fase limitati a buttare giù solo il titolo, ma senza perderci molto tempo, giusto per ricordarti di cosa parla.
    In seconda battuta penserai ad ottimizzarlo.
    La scelta del titolo è molto importante, non va improvvisata e occorre dedicargli il giusto tempo (ma questo è un argomento per un altro articolo).
  • Puoi fare di più. Non limitarti al solo titolo, ma scrivi anche una breve "traccia" di quelle parti che successivamente sviluppate andranno a formare l'articolo finale completo.
    Per la traccia puoi usare uno schema fisso (ovviamente flessibile in base agli argomenti), così da non dover ogni volta "reinventare la ruota".
    Nella traccia potresti elencare innanzi tutto il concetto principale che intendi esprimere, ovvero l'affermazione "forte", il "succo" del discorso, la "tesi". 
    Ad esso seguono una serie di argomentazioni utili a suffragare tale concetto o affermazione.
    Si tratta di punti di approfondimento, in cui "dimostri" la validità delle tue tesi, tramite argomentazioni, ragionamenti, dati, fonti, citazioni, statistiche, riflessioni, ecc.
    Durante la fase di compilazione della traccia puoi limitarti ad annotare brevemente questi punti.
  • In seguito il lavoro consisterà nello sviluppare questi punti.
    Per farlo potrà essere necessario effettuare delle ricerche per ottenere dei dati alla mano, o informazioni utili, video da Youtube, immagini di riferimento, ecc.
    Inoltre sei padrone di decidere, volta per volta, quanto intendi approfondire questi dettagli, anche sulla base delle dimensioni dell'articolo finale.
    Se ritieni di aver scritto "troppo", potresti scegliere di spezzare l'argomento in più articoli correlati fra loro.
    In questo modo stai producendo materiale che pubblicherai in seguito. Non male.
    Non sempre saprai quanto devi scrivere o quanto deve essere lungo un articolo, il mio consiglio è sperimenta, inizia a sporcarti le mani. Poi potrai sempre correggere il tiro.

Ovviamente affinché questo schema possa anche minimamente esserti utile, ci sono dei prerequisiti da rispettare, come in tutte le attività:
  • Devi avere le idee chiare riguardo gli obbiettivi che intendi perseguire. Ovvero devi avere chiaro lo scopo non solo del tuo blog e sito, ma anche e soprattutto della tua stessa attività.
    Ad esempio, un tuo obbiettivo potrebbe essere quello di fornire materiale e risorse gratuite con lo scopo di rispondere a determinate esigenze appartenenti ad una determinata nicchia di pubblico, a cui successivamente potrai presentare i tuoi servizi "premium" o i tuoi prodotti correlati studiati ad hoc. È chiaro che alla nicchia deve corrispondere un potenziale mercato e che tu devi essere esperto di ciò di cui parli.
  • Devi avere un idea riguardo il tuo pubblico di riferimento, sapere a chi ti rivolgi, o chi vorresti raggiungere. 
    Ad esempio: un vasto pubblico giovanile, oppure una cerchia ristretta dotata di conoscenze tecniche, oppure appassionati di un determinato hobby, sport, ecc.
    E difficile comunicare in modo efficace se non si conosce bene l'identità del proprio pubblico.
  • Devi essere esperto di ciò di cui parli, degli argomenti di cui tratti.
    Non puoi parlare di mazze da golf, solo perché si tratta di un argomento che rimanda a keywords remunerative, quando magari non ne hai mai visto una in vita tua. 
    Così come è inutile che copi temi e argomenti di qualche "blogger" di successo. Ognuno ha la sua vita, le sue storie, le sue passioni, le sue competenze. Valorizza, sfrutta, investi e monetizza sulle tue.

Ma se proprio il tempo non si trova?


Grazie alla pianificazione dei contenuti non partirai ogni volta da zero, ma seguirai un percorso che hai stabilito a monte, contando su titoli e alcuni punti salienti già impostati.
In questo modo eviterai di continuare a pensare al nuovo articolo come a qualcosa di non ben definito in termini di spazio e contenuto, evitando di scrivere spinto solo dall'ispirazione del momento.


Quando hai meno tempo a disposizione, oppure nei momenti di poca ispirazione, puoi dedicarti a raccogliere dati, link, spunti, informazioni seguendo la scaletta e le tracce che hai precedentemente preparato.
Immagina gli articoli come dei piccoli puzzle, quando hai poco tempo, limitati ad inserire qualche tassello. 
Ovviamente, l'ispirazione del momento va sempre colta, perciò se ti venisse in mente un idea o soggetto su cui scrivere, non lasciartela scappare: butta giù un paio di righe per "fissare" gli spunti più interessanti.

Cosa fare per riprendere a scrivere dopo un lungo periodo di pausa?


Finora ti ho parlato di soluzioni pensate per facilitare la scrittura ed evitare di interrompere la pubblicazione di articoli, prevenire è meglio di curare.
Ma che fare se proprio ora ti trovi a dover riprendere in mano il tuo blog, abbandonato da chissà quanto tempo?


Ti do un consiglio che potrebbe rivelarsi utile per uscire a riprendere in mano il tuo blog dopo una lunga pausa.
Semplicemente... parlane.
Racconta ai tuoi lettori che cosa ti ha tenuto lontano dallo scrivere nuovi articoli.

Lo "story telling" potrebbe esserti utile in questo caso.
Un esempio concreto potrebbe essere proprio quello di scrivere un articolo in cui riassumi la tua recente attività.
In questo modo fai sapere ai tuoi lettori, se ne avevi, che non sei stato con le mani in mano. (In questo articolo io ho fatto proprio così).
Vuoi saperne di più? In questo articolo ho approfondito questo argomento, dagli uno sguardo: "Consigli per riprendere a scrivere dopo un periodo di pausa" .

È tutta una questione di ritmo.


Come spesso accade quando si inizia una nuova attività, spesso la fatica è maggiore all'inizio.
Col passare del tempo siamo maggiormente allenati, oppure semplicemente non percepiamo più le fatiche come tali.
Diventiamo più forti.


Se ti abitui a scrivere articoli con una certa frequenza, sarai capace di farlo in modo sempre più rapido, migliorerai la tua forma espositiva, commetterai sempre meno errori (o orrori) grammaticali.
E probabilmente avrai bisogno di sempre meno revisioni, riletture, correzioni e traduzioni dal Klingon all'Italiano corretto.

E poi acquisirai un tuo stile personale che ti distingue dagli altri.
Certo, qui entra in gioco la formazione e il proprio bagaglio culturale.
(Ai tempi della scuola andavo bene in Italiano, Storia, Geografia :D )

Ispirazione.


Tutta la pianificazione ed organizzazione del mondo non può mai metterti completamente in salvo da... la mancanza di ispirazione.
Semplicemente accade che non sai cosa scrivere.


Credo che la prima cosa da fare sia quella di non stare molto a pensarci sopra e "staccare la spina".
Credo sia inutile continuare a fissare un monitor in attesa che piova qualche idea dal cielo, meglio distogliere gli occhi dal display, qualsiasi display e fare altro. 
Anche in questo caso si tratta di qualcosa di soggettivo, in ogni caso credo che allontanarsi dal computer e fare qualsiasi altra cosa sia utile a riordinare le idee.
Un attività fisica, faccende domestiche, guidare, andare al parco o in campagna, al mare (per chi ha la fortuna di averlo a portata di mano, io ce l'ho :) ), suonare uno strumento, disegnare, giocare con il gatto o il cane, ecc...
Credo che questo sarà un argomento per un prossimo articolo.

Correggere il tiro, rigare dritto.


C'è una verità spesso sottovalutata.
Un buon incentivo per continuare a scrivere con sempre maggiore impegno è il riscontro del pubblico.
In parole povere: quando la gente commenta positivamente e condivide i tuoi articoli, questo ti fa piacere e ti fa sentire bene.


Se nessuno ti caga, beh questo non è molto eccitante.
Ma perché i tuoi articoli non dovrebbero suscitare interesse? Perché non dovrebbero piacere a nessuno?
Uno dei motivi principali potrebbe essere legato al fatto che non hai ben chiaro il pubblico a cui ti rivolgi ("target" di riferimento), oppure non stai veicolando dei chiari messaggi, non è chiaro "dove vuoi arrivare".

Non mi riferisco tanto al numero di visite, che può essere un dato fine a se stesso, ma alla qualità di queste visite, alle azioni che compiono.
Se ti interessa, in questo articolo ho cercato di approfondire questo argomento, dagli uno sguardo se ti va

L'unione fa la forza.


Perché non aprire a collaborazioni e lasciare che anche altre persone scrivano nel tuo blog?
Questo potrebbe aiutarti a mantenere in vita il tuo blog anche nei momenti in cui devi occuparti di altre cose.


Potresti rivolgerti a professionisti che offrono il loro servizio come freelancer.
In tal caso devi assicurarti che abbiano competenza e passione riguardo agli argomenti che tratti.
Potresti anche cercare collaboratori presso il tuo stesso pubblico, purché dotati delle necessarie capacità.
Aprire a contributi scritti da persone appartenenti alla tua community ti offre il vantaggio di avere a che fare con persone che scrivono seguendo una passione e competenti riguardo gli argomenti trattati.
Ovviamente, non dimenticare che scrivere in un blog in modo professionale è un attività di tutto rispetto, un lavoro che va retribuito nel modo giusto.
Se è impegnativo per te, lo è anche per i tuoi collaboratori. 
Per questo motivo la collaborazione va retribuita in denaro, o con qualsiasi altro accordo realmente vantaggioso per entrambi.

Passione e impegno


Se dovessimo scrivere articoli spinti dalla sola idea di "guadagnare soldi", i nostri contenuti sarebbero quasi certamente scadenti e noiosi e i risultati altrettanto scarsi.


Ovviamente è più che legittimo guadagnare da una attività del blog o del proprio sito, specie se richiede impegni e sacrifici.

Ma anche se può sembrarti una frase fatta: la motivazione principale deve essere la passione per ciò che di cui ti impegni a scrivere.
Non basta scegliere una qualche parola chiave appartenente a una nicchia di mercato di lusso. Non funziona così.

Ad esempio, se fosse così facile, domattina aprirei un blog che parla di "Arredamenti per yacht di lusso" o "Antiquariato", o "Appartamenti in affitto a Montecarlo" e via dicendo.
È chiaro che per quanto possa informarmi in rete, per quanto materiale io possa raccogliere, non potrei mai avere la stessa competenza di chi queste cose le mastica ogni giorno, realmente.


Se parli di qualcosa che non conosci, questo si percepisce, la tua comunicazione suonerà falsa.
La credibilità e la reputazione in rete possono basarsi esclusivamente sull'onestà e genuinità di ciò che sei e ciò che fai.
In questo senso il web è abbastanza diretto e privo di fronzoli rispetto altre forme di comunicazione. Ma questa è una storia per un altro articolo...

Parla di ciò che sai, di ciò che vivi, del tuo lavoro, o di quello che vorresti diventasse il tuo lavoro di domani, della tua passione, il tuo sport, la tua arte. E fallo in modo originale, prendi ispirazione ma non copiare nessuno.

Con la speranza di averti fornito qualche spunto interessante e non averti troppo annoiato, ti saluto e... buona scrittura!
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